Consiglio dell’Unione europea e Consiglio europeo: che differenza c’è?

Non è sempre semplice capire come funziona l’Unione europea. Ogni decisione che prende, infatti, passa per tanti organi diversi, oltre che dalla volontà dei singoli Stati che la compongono.

Se a questo aggiungiamo che gli alcuni organi europei hanno nomi quasi identici tra loro (forse per particolare perfidia dei padri fondatori nei confronti degli studenti di giurisprudenza o scienze politiche) la questione si complica ulteriormente. È il caso, per esempio, del Consiglio dell’Unione europea e del Consiglio europeo.

Sembrano la stessa cosa, vero? Invece sono due organi diversi e con funzioni molto diverse tra loro, anche se è comprensibilmente molto facile confonderli per i non addetti ai lavori (e non solo!).

Cerchiamo allora di risolvere i dubbi una volta per tutte.

Il Consiglio europeo

Consiglio Europeo 2011

La foto di un vecchio Consiglio europeo, con i 28 leader nazionali. Credits: Prime Minister of the Netherlands, Wikimedia Commons

Il Consiglio europeo è l’organo che riunisce i leader dei 28 stati che compongono l’Unione europea ed è ritenuto il livello più elevato di cooperazione politica tra i Paesi Ue. Ha il compito di stabilire le priorità e l’agenda politica generale dell’Unione, ma non ha poteri legislativi diretti. Significa che, al termine delle sedute, il Consiglio europeo in genere chiede ad altri organi europei (come la Commissione o il Consiglio dell’Unione europea) di occuparsi degli argomenti di cui ha discusso al suo interno, ma non ne se ne occupa direttamente.

Non vuol dire, però, che sia un organo poco importante. Durante le sedute, infatti, i leader portano le richieste e i punti di vista del Paese d’appartenenza, che vanno poi spesso ad alimentare il dibattito in altri organi come il Parlamento europeo. Recentemente, proprio le riunioni del Consiglio europeo sono state al centro dell’attenzione dei media, a causa di seri conflitti tra gli Stati membri sulle politiche di accoglienza verso i richiedenti asilo. Il Consiglio europeo è dunque utile per “tastare il polso” della situazione tra gli Stati membri, misurandone interessi ed eventuali malumori, o, per i leader nazionali, per instaurare alleanze con altri Paesi con interessi simili ai propri.

Le riunioni si svolgono di solito una volta ogni tre mesi, ma possono essere convocate sedute eccezionali. I leader nazionali che formano il Consiglio europeo possono essere o capi di Stato come il presidente della Repubblica francese Macron o capi di Governo come il Primo Ministro britannico May (che lascerà il Consiglio europeo quando si realizzerà la Brexit, dopo il 29 marzo 2019) o il presidente del Consiglio italiano Conte. Dipende in genere dai singoli ordinamenti nazionali, che a volte danno più importanza al capo di Stato e a volte a quello di Governo.

Ripassone: Le differenze tra il Primo Ministro e il presidente del Consiglio

Tra le questioni di cui si occupa il Consiglio europeo, particolarmente importante è la politica estera e di sicurezza. Inoltre, è qui che vengono eletti o nominati candidati a ruoli importanti come il presidente della Commissione o della Banca Centrale Europea (attenzione, vengono eletti i candidati a ricoprire queste cariche, non si decide direttamente chi le occuperà). Insieme ai 28 leader nazionali, fanno parte del Consiglio europeo il presidente della Commissione (attualmente il lussemburghese Jean Claude Junker), l’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza (Federica Mogherini) e un presidente, eletto ogni 2 anni e mezzo con mandato rinnovabile una sola volta. L’attuale presidente del Consiglio europeo è il polacco Donald Tusk, che ricopre la carica dal 2014.

Le decisioni sono di solito prese per consenso (cioè senza un voto vero e proprio) ma in alcuni casi con una votazione che può richiedere l’unanimità (cioè il voto a favore di tutti) o una qualche maggioranza. Partecipano al voto solo il capi di Stato e di Governo, non il presidente, il presidente di Commissione o l’Alto rappresentante.

Il Consiglio dell’Unione europea

Consiglio dell'Unione europea, sede

La sede del Consiglio dell’Unione europea, a Bruxelles, Credits Antoine Meissonier, Wikipedia

Il Consiglio dell’Unione europea (che spesso troverete scritto Consiglio dell’Ue o Consiglio Ue) non ha una composizione fissa, ma i suoi membri cambiano a seconda del tema di volta in volta affrontato. Se per esempio la riunione si occupa di “Giustizia e affari interni”, ogni stato membro sarà rappresentato dai propri ministri dell’Interno e della Giustizia.

Il Consiglio dell’Ue ha 10 configurazioni, ognuna di pari importanza rispetto a alle altre. Di volta in volta, come spiegato prima, gli Stati membri saranno rappresentati dal ministro o dai ministri che si occupano delle materie indicate:

  1. Consiglio “Agricoltura e pesca”;
  2. Consiglio “Competitività” (a cui partecipano i ministri che si occupano di commercio, economia, industria, ricerca e innovazione);
  3. Consiglio “Economia e finanza” (ECOFIN);
  4. Consiglio “Ambiente”;
  5. Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” (EPSCO);
  6. Consiglio “Istruzione, gioventù, cultura e sport”;
  7. Consiglio “Affari esteri” (che a seconda dell’ordine del giorno può includere, oltre ai ministri degli Esteri, anche quelli di Difesa, Sviluppo e Commercio);
  8. Consiglio “Affari Generali” (CAG), a cui partecipano i ministri per gli Affari europei;
  9. Consiglio “Giustizia e Affari Interni” (GAI);
  10. Consiglio “Trasporti, telecomunicazioni e energia” (TTE).

Bonus: spesso, alla vigilia dell’Ecofin (Consiglio economia e finanza) si riunisce l’Eurogruppo, la riunione dei ministri dell’economia dei 19 Paesi che hanno come moneta l’Euro, per discutere questioni legate alla moneta comune.

Il Consiglio “Affari esteri” viene presieduto stabilmente dall’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, mentre per le riunioni del Consiglio dell’Ue su tutti gli altri temi la presidenza è assunta a rotazione. L’incarico di presiedere le riunioni del Consiglio dell’Ue passa infatti di 6 mesi in 6 mesi ai vari Stati membri. In questo momento il Paese incaricato è l’Austria, quindi le varie sedute (tranne quella “Affari esteri”) sono presiedute dal ministro austriaco competente sulla materia affrontata. L’Austria ha assunto la carica l’1 luglio 2018 e la concluderà il prossimo 31 dicembre. Per il primo semestre del 2019 a guidare il Consiglio dell’Unione europea sarà la Romania.

Il Consiglio dell’Unione europea è considerato, insieme al Parlamento, il principale organo decisionale dell’Unione. I due organi lavorano spesso in parallelo: entrambi discutono ed eventualmente approvano le leggi proposte dalla Commissione e si occupano di approvare il bilancio annuale dell’Unione, una procedura tecnica (di cui per il Consiglio si occupano i ministri dell’economia) ma estremamente importante, perché di anno in anno stabilisce come verranno spesi i fondi europei. In caso di disaccordi, Commissione, Consiglio Ue e Parlamento devono trovare un nuovo compromesso.

Il Consiglio dell’Unione europea inoltre coordina le politiche degli Stati membri. Ogni ministro che partecipa al Consiglio si prende di fatto l’incarico di far recepire quanto deciso al Governo nazionale d’appartenenza. Infine, il Consiglio Ue elabora la politica estera e di sicurezza dell’Unione (su indicazione del Consiglio europeo) e firma accordi con Paesi o organizzazioni non europee.

Perché una decisione venga adottata, di solito è necessario che votino a favore il 55% dei membri del Consiglio, rappresentanti di almeno 16 Paesi la cui popolazione totale sommata rappresenti almeno il 65% dei Paesi dell’Unione. Si è adottato questo criterio un po’ cervellotico per far modo che non possano imporsi né pochi Stati molto popolosi (i Paesi a favore devono essere 16) né un’ampia coalizione di Paesi piccoli e poco abitati (devono includere il 65% della popolazione europea). Per imporre il veto (cioè bloccare) una decisione, è necessario che si accordino almeno 4 Paesi, rappresentanti almeno il 35% della popolazione europea. Questioni particolarmente delicate come la politica estera o le tasse richiedono l’unanimità (ovvero il voto favorevole di tutti i membri del Consiglio) mentre per altre particolarmente di routine è sufficiente la maggioranza semplice (50%+1) dei voti favorevoli.

Grazie a questo articolo, spero abbiate le idee più chiare sul processo decisionale dell’Unione europea (e su quanto sia complesso!) e soprattutto sulle differenze tra Consiglio europeo e Consiglio dell’Unione europea.

Prima di andare via, un ultimo bonus: per completare ancora un po’ il tutto esiste anche il Consiglio d’Europa, un’organizzazione internazionale che non fa parte dell’Unione europea

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By |2018-10-07T10:32:30+00:00settembre 14th, 2018|Unione europea|0 Comments

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