Come sono nate la destra e la sinistra

Anche se per qualcuno sono categorie superate, destra e sinistra sono due parole che continuano a essere importanti nella lingua della politica. Istintivamente tendiamo a classificare un partito o un politico come “di destra” o “di sinistra”, anche se possiamo avere idee diverse su cosa sia “di destra” e “di sinistra”. Nel corso dei secoli queste due parole hanno infatti assunto significati diversi a seconda del contesto storico.

Ma come sono nate, la destra e la sinistra? Quando se ne è parlato per la prima volta?

L’origine di queste due parole risale alla Rivoluzione Francese.

La nascita della destra e della sinistra

Francia, 1789. Lo scontento e la rivolta sociale attraversano il Paese. I raccolti sono scarsi e le campagne alla fame, mentre nelle città le idee dell’illuminismo per cui gli uomini sono tutti uguali in quanto esseri dotati di ragione rendono sempre più insopportabile un sistema che prevede che nobiltà e clero abbiano privilegi negati al resto della popolazione.

Per superare l’opposizione del Parlamento ad alcune riforme fiscali, il re Luigi XVI ordina la convocazione degli Stati Generali, un antico organo inattivo dal secolo precedente, che riuniva rappresentanti dei tre ordini in cui era divisa la società francese: Nobiltà, Clero e Terzo Stato. Le decisioni di quell’assemblea venivano prese a votazione, ma i voti non venivano espressi di singoli membri, bensì dagli ordini stessi, che esprimevano un voto ciascuno. Ciò faceva sì che Nobiltà e Clero (i due ordini detentori dei privilegi) si alleassero spesso per stoppare le proposte del Terzo Stato, nonostante questo costituisse la stragrande maggioranza della popolazione.

Rivoluzionari francesi

Danton, Marat e Robespierre, tra i personaggi più noti della Rivoluzione Francese, erano tra i gruppi “di sinistra”. Credits Siren-Com, Wikimedia Commons

Nel 1789, però, il Terzo Stato non è più disposto ad accettare questo stato di cose, esce dagli Stati Generali e il 17 giugno forma l’Assemblea nazionale, antenata del moderno parlamento. Poco dopo, per ordine del re, vi si riuniranno anche i nobili e i membri del clero (questa volta in posizione subalterna rispetto al terzo stato) e l’assemblea assumerà il nome di Assemblea nazionale Costituente. I primi provvedimenti sono di portata epocale: il 4 agosto vengono aboliti i privilegi feudali, il 26 dello stesso mese viene approvata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Il re tenta di opporsi anche con l’uso dell’esercito, ma il 5 ottobre una folla di donne partita da Parigi (a cui si uniscono 20.000 guardie cittadine, compreso il loro capo Lafayette), arriva fino alla sua residenza di Versailles, e lo convince ad approvare i provvedimenti dell’Assemblea. È l’inizio della rivoluzione.

Bonus: Il 20 giugno 1789, i membri dell’Assemblea Nazionale (nata tre giorni prima) trovarono chiusa la solita sala riunioni del Palazzo di Versailles. Decisero di riunirsi in un’altra sala, di solito dedicata al gioco della pallacorda, una sorta di tennis. Lì giurarono solennemente di non sciogliere l’assemblea prima di aver scritto una nuova Costituzione, in quello passato alla storia come giuramento della pallacorda.

È in questo contesto che nascono la destra e la sinistra. Sin dalle prime riunioni, infatti, si schieravano alla destra del Presidente i membri dell’Assemblea con posizioni più moderate, più inclini al compromesso e alla trasformazione graduale del vecchio ordine. Nella parte sinistra, invece, sedevano i membri più rivoluzionari. Al centro quelli con posizioni intermedie. Pur nelle numerose declinazioni che le parole “destra” e “sinistra” hanno assunto da allora, l’idea che la prima fosse più tradizionalista e la seconda più favorevole al cambiamento sociale ha costituito una costante.

Fuori dall’assemblea, nascevano anche club privati in cui le idee dei vari gruppi politici venivano discusse e propagandate. Ne nasceranno moltissimi, ma all’inizio i più importanti sono i foglianti (di destra) e i giacobini (di sinistra). Erano nati gli antenati dei partiti politici.

Destra e sinistra nella storia

Nel corso dell”800, con la graduale diffusione del parlamentarismo, destra e sinistra diventano parole comuni nel lessico politico europeo. In Italia, per esempio, dall’Unità in poi i parlamentari si dispongono a destra e sinistra dell’aula a seconda dello schieramento, esattamente come i membri dell’assemblea francese, anche se le differenze ideologiche tra destra e sinistra cosiddette “storiche” sono piuttosto sfumate.

I due campi si delineano meglio a cavallo tra 800 e 900, con l’estensione del suffragio e la nascita dei partiti popolari e in particolare di quelli socialisti e poi comunisti (o il laburista nel Regno Unito), che diventano gradualmente la nuova “sinistra” in opposizione alla destra liberale e conservatrice, mentre i partiti “popolari” (di ispirazione cattolica) si posizionano al centro. Con la significativa parentesi dei fascismi degli anni 20 e 30, tale distinzione (liberal-conservatori a destra e socialisti-comunisti a sinistra) torna in auge nel secondo dopoguerra. I principali partiti di sinistra europei abbandonano progressivamente l’idea di sostituire il capitalismo con il socialismo a favore di migliorare il sistema con sistemi di protezione sociale e da socialisti diventano, nella sostanza se non nel nome, socialdemocratici.

Thatcher e Reagan

Reagan e Thatcher, i due protagonisti della svolta liberista della destra negli anni ’80. Credits White House Photographic Office, Wikimedia Commons

Fino agli anni ’80, anche i partiti di destra sono favorevoli a uno stato sociale forte. Poi, da Ronald Reagan negli Stati Uniti e Maragret Thatcher nel Regno Unito in poi, essere di destra per molti significa schierarsi per il taglio delle tasse e al tempo stesso dei sistemi pubblici di protezione sociale. Negli anni 90 anche la sinistra si avvicina a queste posizioni e gli esempi più lampanti sono di nuovo il presidente americano (Bill Clinton) e il primo ministro britannico, Tony Blair.

Oggi, secondo molti, le nostre democrazie sono di nuovo in una fase di mutamento. Forse si parla meno di destra e sinistra rispetto al passato e più di populismo, ma come abbiamo visto queste due parole sono sopravvissute a diversi contesti e situazioni storiche. Decretare la loro morte potrebbe rivelarsi azzardato.

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By |2018-09-23T11:50:32+00:00settembre 26th, 2018|Parole e idee|0 Comments

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