Com’è fatto il Parlamento europeo

Il Parlamento è l’unico organo dell’Unione europea i cui membri vengono eletti direttamente dai cittadini. Le elezioni si svolgono ogni 5 anni in tutti i Paesi dell’Unione, le ultime sono state nel 2014 e le prossime saranno tra il 23 e il 26 maggio del 2019.

Il Parlamento europeo condivide il potere legislativo con il Consiglio dell’Unione europea (da non confondere con il Consiglio europeo, mi raccomando!). Le due istituzioni sono considerate i due principali decisori dell’Unione, cioè quelle che scrivono materialmente le leggi, che poi devono essere messe in pratica dai singoli parlamenti nazionali. Tutto il processo parte invece da un altro organo ancora, la Commissione, che infatti ha il potere di iniziativa legislativa.

Bonus: se ti interessa capire un po’ più nel dettaglio la procedura standard con cui si fanno le leggi in Europa, clicca qui.

Parlamento e Consiglio dell’Unione europea sono considerati sullo stesso livello d’importanza: il primo rappresenta l’Unione nel complesso, mentre nel secondo sono rappresentati i governi degli Stati membri. Perché un provvedimento diventi legge, è necessaria l’approvazione di entrambi.

Come si elegge il Parlamento dell’Ue

Tajani

L’attuale presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Credits Olaf Kosinsky, Wikimedia Commons

Le elezioni per eleggere i rappresentanti nazionali al Parlamento dell’Unione europea vengono organizzate in autonomia dai singoli Paesi membri, che potranno scegliere la data in cui aprire i seggi (nel periodo compreso tra il 23 e il 26 maggio) e la legge elettorale.

Ognuno dei Paesi membri ha un numero fissato di parlamentari da eleggere (grossomodo in proporzione alla propria popolazione) ma può decidere in autonomia la modalità d’elezione. In questo momento i parlamentari europei sono 751, dopo le elezioni del 2019 saranno 705 a causa dell’uscita dall’Unione del Regno Unito, che ovviamente non sarà più rappresentato al Parlamento europeo. Il regno conta ad oggi 73 parlamentari (come l’Italia), dopo la Brexit (che sarà il 29 marzo) 27 di questi seggi saranno redistribuiti (l’Italia ne guadagnerà per esempio 3) mentre i rimanenti saranno tenuti in caldo per eventuali futuri ingressi di nuovi stati membri come l’Albania. Ad oggi il Paese più rappresentato è la Germania con 96 parlamentari, mentre Cipro e Malta sono quelli che ne hanno meno: solo 6.

Ripassone: come avverrà la Brexit

L’elezione diretta dei parlamentari europei è stata introdotta nel 1979.

Le dinamiche politiche

I candidati fanno campagna elettorale nei diversi stati sotto le insegne dei partiti nazionali d’appartenenza, ma una volta eletti al Parlamento europeo si uniscono nei partiti europei.

Possiamo immaginare i partiti europei come dei contenitori di partiti nazionali: quello dei popolari riunisce grossomodo i partiti di centrodestra o quelli centristi di ispirazione cattolica, quelli dei socialisti e democratici quelli di centrosinistra e così via.

In questo momento la composizione del parlamento europeo è la seguente:

Il numero di seggi dei vari partiti al Parlamento europeo. Credits: europa.eu

I partiti europei formano poi alleanze per costruire la maggioranza che elegge le più importanti cariche europee, come il presidente della Commissione o il presidente dello stesso Parlamento. In questo momento forma la maggioranza una coalizione tra popolari, socialisti e liberali, che hanno eletto Jean Claude Junker (popolare e lussemburghese) alla presidenza della Commissione. Per la carica di presidente del Parlamento, questa legislatura europea ha invece visto una staffetta tra Martin Schulz (socialdemocratico tedesco) e l’attuale presidente Antonio Tajani (popolare italiano).

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By |2018-10-04T18:47:13+00:00ottobre 5th, 2018|Unione europea|0 Comments

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